Non so dire esattamente cosa sia, ma varcando la porta di OfficinaStrategia i miei battiti rallentano e le tensioni si sciolgono.

 

La prima volta ero in ritardo, arrivavo da una telefonata piuttosto accesa, come spesso accade durante i tragitti in auto la mattina.

Mi colpì subito la ritualità dell’accoglienza, che poi ho ritrovato in tutti gli incontri successivi: scambiare due chiacchiere al bancone del bar prima di mettersi al lavoro, sorseggiare tè e sgranocchiare cioccolato durante le fasi più intense di lavoro.

 

Sono entrato con un progetto da rimettere a fuoco, apparentemente fermo, finché non sono riuscito a guardarlo da una prospettiva diversa e lì ho ricominciato a divertirmi.

 

In Officina c’è una sala dedicata proprio a visualizzare un progetto o un problema o un’azienda nel suo insieme, potendoli disegnare sulla grande lavagna della sala al primo piano: mi aspettavo un tavolo riunioni, ho trovato un divano e tanta luce.

Il focus è andato subito sul progetto, e da poche semplici domande mi sono ritrovato ad analizzarlo così in profondità da riuscire a collegare tutti i sintomi ad un’unica chiarissima causa. A quel punto sapevo esattamente dove concentrare la mia attenzione e nei giorni successivi si accendevano in me scintille di ispirazione e idee per cambiare direzione e rilanciare il mio progetto.

 

Ci sono voluti altri due incontri per testare i nuovi scenari e le nuove idee, smontando e rimontando connessioni, tra una pausa in giardino, e una in biblioteca. In pochissime settimane ho ritrovato l’energia necessaria per guidare il mio team verso nuovi obiettivi.

 

Da quegli incontri paradossalmente lenti e accelerati sono uscito non solo con lo sblocco del mio progetto, ma con una consapevolezza maggiore di me stesso, del mio DNA e del modo in cui posso portare valore ai miei collaboratori.

Qui parlano di valore unico di ogni persona e ogni azienda, e confesso che è bello vederlo emergere.

 

Oggi sono felice di investire offrendo ai miei collaboratori l’opportunità di fare le stessa esperienza su un progetto in cui sono coinvolti con ruoli di responsabilità. A volte ci ritroviamo tutti insieme intorno al grande tavolo sul soppalco per passare all’azione con il metodo Oxigenio e poi puntualmente litighiamo per chi terrà sotto braccio il grande foglio arrotolato che ha guidato la nostra strategia.

G.G., febbraio 2024

Uno stop in Officina: cosa

Un’esperienza di strategia semplice e veloce, accessibile a tutti.

Uno stop in Officina: quando

Il progetto sembra fermo o sta prendendo una deviazione rispetto a quanto pianificato.

 

L’organizzazione è instabile, le persone si allontanano e perdono motivazione.

 

Si presenta una nuova opportunità e si impone una scelta.

 

O, semplicemente, per agire sempre in modo coerente ottimizzando le risorse a disposizione, anticipando i problemi .

Uno stop in Officina: perché

Ripartire con rinnovata energia.

 

Fare chiarezza: allineare visioni, obiettivi, azioni.

 

Valutare gli investimenti con una visione ampia della complessità del contesto.

 

Visualizzare l’idea che si ha in testa da tempo e che non si riesce mai a mettere a fuoco o a comunicare agli altri.

 

Innovare: trovare nuove connessioni di elementi esistenti guardando da una prospettiva più profonda.

Uno stop in Officina: per chi

Professionisti, imprenditori e manager di ogni settore e ogni azienda.

Personalizza la tua esperienza

Rallentare, andare in profondità, ridefinire le priorità

e le azioni abilita il pensiero creativo

necessario a visualizzare le nuove connessioni

che possono orientare progetti e aziende.

Vieni a fare strategia

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Ci piace pensare che il nostro contributo di ispirazione, metodo e conoscenza aiuti quante più persone possibile a trovare uno spazio per praticare il pensiero strategico, con costanza e sistematicità.
Così in futuro avremo aziende più forti e persone più felici.